Il mercato di Testaccio a Roma

 

Dopo la prima puntata in cui vi ho portati a ‘conoscere’ il Farmer’s market, riprendo in mano la rubrica dedicata alla scoperta della Capitale e vi porto oggi in un altro splendido mercato, il famosissimo mercato di Testaccio.
mercato di testaccio 940x1405 Il mercato di Testaccio a Roma

Ormai i il mercato è diventato una tappa fissa del weekend (così come la colazione in pasticceria ;)  e il consueto giro in motorino, e oh quanto mi piacciono queste piccole tradizioni!
Dicevamo…In via Galvani, vicino all’ex mattatoio e al Monte dei Cocci, sorge una  grandissima struttura (si parla di 5.000 mq!) che ospita  il nuovo mercato di Testaccio, da Luglio 2012, dopo che è stato trasferito da Piazza Testaccio.
Il mercato è aperto su quattro lati ed è costituito da tanti lunghi corridoi percorribili ai cui lati ci sono banchi da 20 mq ciascuno,  dove è possibile trovare oltre a frutta e verdura (ho comprato delle ciliegie buo-nis-si-me senza dover fare un mutuo!) anche  carne, pesce, pane, caramelle, vestiti, scarpe, accessori, libri…Insomma troverete davvero di tutto e di più!

mercato di testaccio 3 940x1145 Il mercato di Testaccio a Roma

Tra i tanti banchi degni di nota, ce ne  sono alcuni che sono  delle vere e proprie ‘chicche’ per chi come me è appassionato di accessori da cucina e design.
La prima è lo Spaccio di Testaccio di Emanuela Comignani, un graziosissimo banco che vende accessori dal sapore vintage, come ciotole e piatti smaltati, bottiglie  di vetro, bakers twine e tanto altro.
Troverete infatti anche teglie e padelle, pirottini, bicchieri, mestoli, e tutta una serie di ingegnosi accessori di cui non potrete più fare a meno.

spaccio di testaccio 1 940x1524 Il mercato di Testaccio a Roma
E’ un mix di shabby chic e design nordeuropeo davvero da perdere la testa.
Ve lo dico, io devo starci lontana perché altrimenti comprerei tutto.
Per il momento mi sono limitata a comprare un meraviglioso piatto smaltato bianco e blu, le nostre iniziali in metallo e del bakers twine (potete vedere i miei acquisti qui), ma credo che ci tornerò  molto presto  ad arricchire la mia collezione :)

spaccio di testaccio  940x1410 Il mercato di Testaccio a Roma

spaccio di testaccio 4 940x1298 Il mercato di Testaccio a Roma

spaccio di testaccio 3 940x1410 Il mercato di Testaccio a Roma

Lo Spaccio di Testaccio
box n. 39 al mercato di Testaccio
www.lospaccioditestaccio.com

Altra chicca in fatto di accessori e design è il banco 20mq di Massimiliano Rubcich, Maria Vittoria Vicari ed Emanuele Vitale,  che porta al mercato il design indipendente, recuperato e autoprodotto.
20mq 2 940x1410 Il mercato di Testaccio a Roma
Arredamento minimal, che riprende la filosofia del mercato con tante cassettine di legno utilizzante a mo’ di arredamento, questo banco porta davvero una ventata di aria fresca all’interno del mercato, e mentre  decidete che frutta comprare potete rifarvi gli occhi e scegliere anche qualche pezzo d’arredamento unico per la vostra casa.
Potrete trovare dai piccoli accessori ai lampadari, da piccoli oggetti decorativi alle borse, il tutto accomunato dal fatto di essere low cost, i prezzi infatti vanno dai 5 ai 200 euro.

20mq 940x1410 Il mercato di Testaccio a Roma

20mq
box n. 27 al mercato di Testaccio
www.20mq.com

Dal lato mangereccio, il mercato è pieno di corner ‘pret a manger’, dai panini ai biscotti, dalle caramelle ai pronti in tavola…
Noi visto che siamo arrivati che era ormai ora di pranzo ci siamo inizialmente fatti tentare  da Sergio Esposito, conosciutissimo in tutta la Capitale (e non solo) per il panino al lesso di scottona.
mordi e vai 940x1410 Il mercato di Testaccio a Roma
Sergio è un ex macellaio in pensione che ha deciso di riportare in auge lo street food associandolo alla cucina tipica romana.
Il must come dicevo prima è il panino con il lesso di scottona (una ciabattina morbida che viene prima  intinta nel brodo e poi farcita con la carne lessa tagliata al momento) ma troverete una vasta scelta di panini: salsicce e ciorietta, picchiapò, scottona con rucola e pachino, trippa,  oltre agli speciali del giorno: polpette fritte o al pomodoro, stracotti di vitello o di pollo e  tanto altro ancora.
Io, come potete vedere qui, ho assaggiato il panino alla picchiapò: lesso di scottona al sugo di pomodoro e peperoncino, buonissimo e piccante!).

Mordi&Vai 
box  n.15 al mercato di Testaccio
www.mordievai.it

Siamo poi passati davanti a  Dess’art, delizioso angolino di pasticceria siciliana dove potete trovare granite e brioches, torte, crostate e tutta una serie di pasticceria dolce e salata e… volevamo tirare dritto, ma no, non ce l’abbiamo fatta.
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Anzi, a onor del vero devo ammettere che io dopo il panino di Sergio (e il cornetto alla nutella della colazione) ero abbastanza provata e avevo pensato di rimandare la conoscenza del cannolo, ma il mio accompagnatore mi ha trascinata sui gomiti    ehm, mi ha gentilmente chiesto di concludere il pasto con un dolcino, e  capite che non potevo tirarmi indietro.

dessart 2 940x1410 Il mercato di Testaccio a Roma

In fin dei conti questo è duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo e quindi ci siamo fermati.
E abbiamo assaggiato.
E posso dire che vale la pena provare uno dei loro cannoli rigorosamente riempiti al momento: Goduria! :)
Crosticina croccante, ripieno freschissimo e cremoso, una delizia davvero!  La prossima volta sono curiosa di provare le granite, vi farò sapere ;)
La proprietaria è Costanza Fortuna, giovane pasticcera palermitana trapiantata a Roma.

Dess’art 
www.dessart.it

Per oggi il giro virtuale finisce qui, spero vi sia piaciuto:)

Info utili: Il mercato di Testaccio è aperto dal lunedì al sabato dalle  07.00 alle 15.00
entrata da via Galvani, via Franklin, via Manuzio
Se avete l’auto potete lasciarla nel parcheggio interno.
Se andate con i mezzi potete prendere la metro B fino a Piramide e poi uno dei seguenti autobus: 23, 30, 75, 83, 280, 673, 719.

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Pasta al pesto di rucola e mandorle

 

pesto di rucola 940x1410 Pasta al pesto di rucola e mandorle

E dopo il trionfo di dolci degli ultimi post (vedi biscotti, crostata e plumcake) e  prima che qualcuno  mi dica che non faccio che cucinare dolci , cosa che peraltro già avviene, è giunto il momento di invertire la rotta  e parlare di un  primo piatto.
Scelta insolita perché effettivamente io non mangio quasi mai la pasta, e infatti sul blog ne trovate poche versioni.
Con il caldo degli ultimi giorni poi vivrei solo di frutta fresca, verdura e bevande ghiacciate, e la mia spesa riflette questi miei bisogni.
Attualmente ho in frigo un chilo di albicocche, un chilo di ciliegie, dell’insalata, delle carote, dei pomodori, delle zucchine e poco altro.
In un impeto di voglie ‘verdurose’ settimana scorsa ho però comprato decisamente troppa rucola per cui a un certo punto ho dovuto pensare ad un modo di consumarla che non fosse mangiarla in insalata, che mi ero un po’ stufata :)
Ho pensato quindi di condirci la pasta, e ‘frullarla’ come fosse un pesto (si lo so che il vero pesto si fa solo con il mortaio e bla bla bla) con una manciata di mandorle, del parmigiano reggiano, olio extravergine, sale e pepe.
Una ricetta semplicissima e veloce, e devo dire anche molto gustosa.
E’ stata apprezzata anche dalla quota maschile, anche se ogni volta che vede qualcosa di verde nel piatto inizia a sudare freddo….ma basta fargli capire che l’alternativa è il digiuno, e subito inizia a mangiare con gusto! Ahahahah che perfida che sono!
Il fatto è che la pasta con le verdure non è propriamente ben vista da queste parti, ma è una scelta a prescindere.
Ancora prima di assaggiare, viene guardata con diffidenza.
Probabilmente dipende dal fatto che le verdure vengono associate a qualcosa di dietetico (cioè potrei metterci anche delle melanzane fritte, ma sono sicura che non cambierebbe nulla).
Ma non è che posso aspettarmi poi molto da qualcuno che è cresciuto con la convinzione che le melanzane ripiene di carne macinata fossero un contorno…:)
Io però non mi abbatto, e cadenzialmente presento sulla tavola un primo piatto ‘alle verdure’, (che dopo lo sbigottimento iniziale viene puntualmente sbafato, eh!)
Quindi direi che il percorso è lungo, ma siamo sulla strada giusta :)

Pasta al pesto di rucola e mandorle
 

Ingredients
  • per 4 persone
  • 320 gr di penne rigate
  • 100 gr di rucola
  • una manciata di foglie di basilico
  • 50 gr di mandorle pelate intere
  • una manciata di mandorle a lamelle
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • sale, pepe
  • 50 gr di parmigiano grattugiato + un cucchiaio per decorare

Instructions
  1. Lavate e asciugate la rucola e il basilico, tagliateli grossolanamente e frullateli nel bicchiere del mixer con le mandorle intere, il sale, il pepe, il parmigiano e olio.
  2. Aggiungete poca acqua calda a filo se necessaria (io ho messo un paio di cucchiai)
  3. Tostate in padella senza niente le mandorle a lamelle e tenete da parte.
  4. Nel frattempo lessate la pasta, scolatela al dente e conditela con il pesto di rucola e mandorle.
  5. Rimettete in padella, aggiungete poca acqua di cottura e fate ‘tirare’ la pasta.
  6. Impiattate decorando con le mandorle a lamelle, il parmigiano e qualche foglia di rucola e basilico,

pf button Pasta al pesto di rucola e mandorle

Plumcake di farro alle more

 

IMG 0005 2 940x1410 Plumcake di farro alle more

E finalmente dopo quasi un mese sono tornata in possesso della Canon.
Evviva! Perfettamente funzionante e sistemata è tornata a casa, così posso riprendere in mano il blog, visto che l’archivio si stava esaurendo.
Mi ero quasi dimenticata di quanto fosse bello fotografare, tanto che quando sono andata a ritirarla ho iniziato a fotografare peggio di una giapponese davanti al Colosseo.
Fotografavo qualsiasi cosa, solo sentire quel ‘clic’ mi faceva sorridere.
E qui mi fermo perché altrimenti potreste pensare che io sia una povera pazza, ma io non voglio darvene modo :)

Chiusa questa parentesi, parliamo della ricetta di oggi: un plumcake al farro integrale con more e mandorle.
Ormai lo sapete che la colazione è il momento che ritengo più importante durante la giornata, e cerco sempre di variare quello che mangio, facendo attenzione a fare un pasto bilanciato e buono.
In questo caso ho scelto di preparare un plumcake un po’ ‘rustico’, la farina di farro integrale infatti regala una croccantezza e un sapore particolare, che ben si sposa con le note succose delle more e la dolcezza delle mandorle.
Insomma una tortina semplice da preparare ma che regala grande soddisfazione.
E poi è piccola, così se come me dopo un po’ vi stancate di mangiare la stessa cosa, beh non vi stancherete…perche’ sarà finita! ;)

Plumcake al farro alle more
 

Ingredients
  • 250 gr di farina di farro integrale
  • 125 gr di burro
  • 3 uova
  • 150 gr di zucchero + un cucchiaio
  • la buccia grattugiata di un limone non trattato
  • una bustina di lievito per dolci
  • 150 gr di more
  • 50 gr di mandorle a lamelle

Instructions
  1. Per prima cosa montate il burro morbido con lo zucchero e la buccia di limone.
  2. Aggiungete un uovo alla volta e continuate a montare.
  3. Aggiungete ora la farina setacciata insieme al lievito e mescolate con una spatola.
  4. Infarinate le more e aggiungetele al composto, mescolando delicatamente.
  5. Versate l’impasto all’interno di uno stampo da plumcake foderato di carta forno, aggiungete in superficie le mandorle e il cucchiaio di zucchero e cuocete in forno caldo a 180° per 40 minuti circa.

 

pf button Plumcake di farro alle more

Crostata con frolla all’olio e yogurt

 

 Crostata con frolla allolio e yogurt

Buongiorno!
Come state? Qui oggi finalmente è una bella giornata di sole, anche se all’orizzonte vedo dei bellissimi e minacciosi nuvoloni neri (riusciremo a scamparla? Non credo), ma a parte la questione meteo – che immagino abbia stancato tutti – direi che è un’ottima giornata.
Ho ricevuto anche finalmente delle belle notizie da parte dell’assistenza Canon, pare che la mia reflex si possa aggiustare! Evvai :)
E mentre io diligentemente aspetto (con impazienza) di tornare in possesso della mia adorata macchinetta fotografica, visto che le ricette in archivio sono più o meno finite, vi beccate quelle made in Instagram ;)
Iniziamo subito con un esperimento fresco fresco: la crostata con frolla all’olio e yogurt.
L’ispirazione mi è venuta mangiando dei cornetti allo yogurt che mia nonna fa spesso, e la cui ricetta originale credo appartenga ad  Anna Moroni.
Mi piacciono moltissimo perché l’impasto è una ‘frolla’ senza uova e senza zucchero, perfetta quindi per concedersi qualche peccato in più senza pentirsi.
Rispetto alla ricetta io ho sostituito il burro con dell’olio (metà di oliva e metà di semi), e ho sostituito la farina con della farina di farro (perché quella avevo in casa :)
Il risultato mi è piaciuto davvero molto, sia perché in questo modo la pasta diventa molto più facile da lavorare, è estremamente elastica e non ha bisogno del riposo in frigo, sia perché è più leggera rispetto alla classica frolla, e non lascia quel retrogusto burroso in bocca.
Come ripieno io ho scelto una marmellata ai mirtilli rossi, e dato che è leggermente acidula, alla fine ho messo 4 cucchiai di zucchero nell’impasto della frolla.
Se voi scegliete una marmellata molto dolce, ad esempio di fragole, potete anche non mettere zucchero.

 

Crostata con frolla all’olio e yogurt
 

Ingredients
  • per una crostata e una 20 di biscotti
  • 500 gr di farina di farro
  • 4 cucchiai di zucchero
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • 125 gr di yogurt bianco intero
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 50 ml di olio di semi
  • latte q.b
  • la scorza grattugiata di un limone non trattato
  • 300 gr di marmellata
  • scaglie di mandorle e zucchero a velo per decorare

Instructions
  1. In una ciotola disponete la farina con lo zucchero e il lievito.
  2. Aggiungete lo yogurt e la buccia di limone e iniziate ad impastare.
  3. Aggiungete poi l’olio a filo e continuate ad impastare.
  4. Aggiungete latte quanto basta (io ne ho messi due cucchiai).
  5. Raccogliete l’impasto a palla e lasciate riposare 10 minuti.
  6. Riprendete l’impasto e tagliatelo a metà.
  7. Stendetene una metà e ricoprite lo stampo da crostata (precedentemente imburrato e infarinato)
  8. Bucherellate il fondo, riempitelo di marmellata e con l’altra metà di impasto ricavate le strisce per decorare.
  9. Decorate i bordi con le mandorle a lamelle.
  10. Cuocete in forno caldo a 180° per circa 20 minuti

 

 

 

pf button Crostata con frolla allolio e yogurt

Biscotti alla vaniglia

 

biscotti alla vaniglia1 940x1417 Biscotti alla vaniglia

Buongiorno!
Un’altra settimana è già volata e io non me ne sono neppure resa conto!
Mi sembra ieri di essere tornata da Milano, e invece tra appuntamenti, commissioni e incombenze varie è di nuovo tempo di pensare al weekend…meno male ;)
E non c’è weekend che si rispetti senza qualche dolcino rigorosamente homemade che ci aspetta sul tavolo della cucina, giusto??
Io amo le colazioni lente del sabato – o della domenica- quando mi sveglio, guardo l’ora e mi rigiro dall’altra parte.
Poi finalmente mi alzo e mentre accendo il caffè, scelgo quale tovaglietta mettere in tavola, taglio la torta, sistemo i biscotti su  di un’alzatina, preparo la frutta e la spremuta, dispongo le posate ‘quelle belle’, metto un centrotavola ecc.

Ok dai, dico la verità: questo lusso me lo concedo solo una volta ogni tanto.
Diciamo che la normalità è alzarmi, stropicciarmi gli occhi, guardare il cesto dei panni con disappunto perché non sono andati da soli nella lavatrice, fare una, due, tre lavatrici, la spesa e un po’ tutte quelle commissioni per le quali durante la settimana ho pensato “ma si dai, lo faccio sabato!”.

E voi, come li passate i vostri weekend?
siete come me alle prese con tutti gli impegni arretrati o riuscite a dedicarvi solo alle vostre passioni?
Se vi avanza del tempo libero, provate questi biscotti, sono semplici e veloci da preparare, e sono perfetti da sfornare in tempo per la colazione!
Con il profumo di zucchero e vaniglia ci si alza molto più volentieri, garantito! :)

Per la ricetta ho preso ispirazione da qui

Biscotti alla vaniglia
 

Ingredients
  • 200 gr di farina 00
  • 100 gr di burro freddo
  • 80 gr di zucchero a velo
  • 1 pizzico di sale
  • 2 tuorli
  • i semi di mezza bacca di vaniglia

Instructions
  1. Lavorate nel mixer lo zucchero a velo insieme al burro a pezzetti e i semi di vaniglia.
  2. Unite i tuorli, e quando si saranno incorporati aggiungete la farina setacciata e il sale.
  3. Impastate fino a quando gli ingredienti si raccolgono a formare una palla. Avvolgetela nella pellicola e ponetela in frigorifero per un paio di ore.
  4. Riprendete l’impasto dal frigo e stendetelo ad uno spessore di circa 4 mm.
  5. Ritagliate i biscotti con il tagliapasta che preferite e disponeteli su di una teglia rivestita di carta forno.
  6. Cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 10 minuti o fino a che diventano dorati.

 

pf button Biscotti alla vaniglia

Grissini di pane

 
grissini di pane1 940x1410 Grissini di pane

Buongiorno!
Come state? Io bene, di corsa come al solito…sono appena tornata da una settimana nella mia Milano, (più grigia e fredda che mai).
Ah, a proposito volevo ringraziare tutte le persone che sono venute Mercoledì scorso all’Archivio di Stato ad ascoltarmi, siete stati davvero adorabili!
p.s. se qualcuno ha foto/video/qualsiasi cosa dell’evento, me li mandate?? :) Grazie!

L’incontro è stato molto interessante e stimolante, ne è venuto fuori un bel dibattito e mi sono molto divertita!
Grazie ancora anche alle mie ‘colleghe’ di conferenza Francesca, Ivana e Anna (che mi ha regalato una SPLENDIDA copia della Cucina Italina del 1929 *_*)

Tornando a noi, dato che la reflex è ahimè ancora in assistenza (Ciao Canon, mi leggi? ecco volevo dirti che SE VUOI puoi regalarmi una reflex nuova che io sarò felicissima di testare!! :) eheheh) dicevo, dato che la Canon è ancora in assistenza, la ricetta di oggi viene fuori dritta dritta dall’archivio, è una ricetta di qualche mese fa, ma vale davvero la pena provarla perché è buonissima.
Si tratta di semplici grissini di pane alle olive, un’alternativa sfiziosa per riempire il cestino del pane quando avete ospiti a cena, o anche da presentare per un aperitivo accompagnati da salumi e formaggi.
Mangiati tiepidi poi sono irresistibili…. :)

L’idea l’ho presa dal libro “How to bake” di Paul Hollywood di cui vi avevo già parlato qui.
Rispetto alla ricetta originale io ho diminuito la dose di lievito (da 10 a 2 gr) e di conseguenza allungato i tempi di lievitazione.
Voi comportatevi secondo il tempo che avete a disposizione.

 

Grissini di pane
 

Ingredients
  • 500 gr farina
  • 400 ml di acqua
  • 2 gr di lievito di birra secco
  • 500 gr di olive verdi
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 10 gr di sale
  • una manciata di semola di grano duro

Instructions
  1. Ponete la farina e il lievito in una ciotola, aggiungete i ⅔ dell’acqua e iniziate ad impastare.
  2. Agiungete ora l’olio, il sale e e l’acqua rimanente e impastate ancora fino ad ottenere un composto liscio e morbido.
  3. Aggiungete ora le olive e impastate ancora.
  4. Ungete leggermente una ciotola con dell’olio, ponete l’impasto all’interno, coprite con pellicola e fate lievitare in frigo per 8 ore. (se usate tutta la bustina di lievito saranno sufficienti un paio di ore).
  5. Ponete un pò di farina sulla spianatoia, rovesciateci l’impasto e iniziate a dare le ‘pieghe’: prendete il lembo superiore dell’impasto e portatelo al centro, fate la stessa cosa con il lembo inferiore.
  6. Girate l’impasto di 90° e ripete le pieghe.
  7. Date all’impasto una forma rettangolare e tagliatelo 15 parti uguali.
  8. Assottigliatele con le dita fino a farle arrivare a una lunghezza di circa 20 cm
  9. Disponete i grissini su di una teglia rivestita di carta forno, spolverizzateli con la semola di grano duro e cuocete in forno caldo a 200° per circa 10- 15 minuti.

Note: l’impasto potrà sembrarvi un po’ difficile da lavorare poiché è molto idratato.
Per aiutarvi  infarinate molto bene la superficie della spianatoia e maneggiatelo con le mani sempre infarinate, avendo cura di fare movimenti piccoli e delicati.
Se necessario aggiungete altra farina, ma sempre poca alla volta e facendola assorbire del tutto.

 

pf button Grissini di pane

Qualche foto (a Roma)

 

Visto che la reflex è in assistenza, (e  ahimè ci resterà  almeno per una settimana) e io sono in trasferta a Milano (= cucino molto poco) vi lascio un piccolo riassunto degli ultimi scatti fatti in giro per la Capitale.
Come sapete adoro andare in giro e perdermi in ogni angolo della città, e fotografare tutto quello che mi colpisce.
Nel dettaglio troverete scorci del centro, qualche scatto da Eataly, una sbirciata alle guardie svizzere, le piante del mio balcone, le vetrine di qualche negozio…foto a caso insomma ;)
Enjoy!

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Prima di lasciarvi, ne approftitto per ricordarvi un’ultima volta l’appuntamento di domani:
Ci vediamo alle 18.00 all’Archivio di Stato di Milano, per parlare di cibo e social networks con Ivana Pais, Anna Prandoni e Francesca Gonzales!
Vi aspetto ;)

Senza titolo 2 Qualche foto (a Roma)

pf button Qualche foto (a Roma)

Muffin yogurt e limone

 

64a8f432bd4811e29a5822000a9f15d4 7 Muffin yogurt e limone

Buongiorno!
Come va? Io ultimamente devo avere qualche problema con la tecnologia (strano…), come vedete infatti le foto di oggi vengono direttamente da Instagram perché la reflex ha deciso da un momento all’altro di non rispondere più ai comandi.
Ora, già mi si era rotto lo sportellino che contiene la scheda (prontamente ri-incollato con  dell’elegantissimo scotch a pois), poi ho perso il copri-obiettivo e infine, giusto per non farci mancare niente, si rifiuta di scattare.
Va bè ora l’ho consegnata in assistenza e vediamo  che dicono, già mi tremano le gambe… :(

Cambiamo argomento va, e parliamo di questi muffins, semplicissimi, profumati al limone e resi ancora più morbidi grazie allo yogurt.
Li ho fatti per fare un pensiero a una mia amica twittera che finalmente ho conosciuto di persona (quanto mi piace dare un volto e una voce alle persone che conosco in Rete! E’ una delle cose più belle dell’avere un blog), non conoscendo i suoi gusti sono andata sul classico e ho pensato di preparare queste morbide e profumate tortine perfette per la merenda o la colazione, da sbocconcellare con i colleghi o gli amici.
A quanto so i muffin sono  stati apprezzati, quindi sono molto contenta :)
A pensarci bene ci sarebbero state benissimo anche delle mandorle a lamelle  o una spolverata di cocco, la prossima volta proverò!

P..s Grazie a Pyrex per lo stampo!

Muffins yogurt e limone
 

Ingredients
  • 250 gr di farina
  • 2 uova
  • 125 gr di yogurt bianco
  • 100 gr di zucchero
  • mezzo bicchiere di latte
  • 100 ml di olio di semi
  • una bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • la buccia gratuggiata di un limone (non trattato)

Instructions
  1. Mescolate in una ciotola la farina con il lievito, il sale e lo zucchero.
  2. Sbattete brevemente le uova con il latte, l’olio, lo yogurt e la buccia di limone.
  3. Unite i due composti mescolando velocemente con un cucchiaio.
  4. Versate l’impasto nei pirottini e cuocete a 180° per 20 minuti.

 

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milano design week 2013 Muffin yogurt e limone

Dlin Dlon: Avviso ai naviganti, Mercoledi 22 Maggio 2013 alle 18.00, sarò alla Milano Food Week per parlare di cibo e social network insieme ad Anna Prandoni, direttrice de La Cucina Italiana, Ivana Pais, esperta di social networks professionali e Francesca Gonzales, foodblogger di Spadelliamo Insieme.
Che dite, ci vediamo lì?? Vi aspetto! ;)

pf button Muffin yogurt e limone

Corso di pizza con Bonci

 

Bonci 2 4 940x1410 Corso di pizza con Bonci

La prima volta che sono stata da Pizzarium, il famosissimo locale di pizza al taglio di Gabriele Bonci, sarà stato tre anni fa.
Lui era già conosciutissimo, anche se non ai livelli di ora, e in giro per la blogosfera faceva molto discutere la sua pizza.
Dopo averla assaggiata ho capito perché, la pizza di Bonci è LA pizza, la particolarità sta nell’impasto altamente idratato (si parla di 80-85%) e fatto lievitare 24 ore in frigo prima di cuocerlo.
In questo modo la pizza non solo diventa più digeribile, ma anche molto più buona e gustosa, la pasta è soffice all’interno e croccante all’esterno, e poi beh i condimenti…questi meritano un capitolo a parte, diciamo che sicuramente è uno che non lesina… :)
Posso ricordare alcune delle pizze mangiate recentemente giusto per farvi del male ;) (ammetto di averne assaggiate in questi due giorni talmente tante  che nemmeno me le ricordo, ma quelle che in assoluto hanno fatto breccia nel mio cuore sono state: focaccia bianca con ceci lessati e frullati, mortadella, prezzemolo e gocce di limone, pizza rossa con aglio in camicia, olio, e peperoncino,
pizza bianca con melanzane, pomodorini, ricotta, basilico e parmigiano, pizza con zucchine e guanciale croccante e potrei andare avanti così all’infinito, ma mi fermo.)

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Bonci 15 940x1410 Corso di pizza con Bonci

Quando qualche mese fa ho visto che organizzava uno dei suoi corsi, ho deciso subito di iscrivermi e qualche giorno fa sono stata finalmente a  due lezioni di tre ore ciascuna presso Tricolore Monti.

Bonci è esattamente come lo si vede in tv, un omone grande e grosso, innamorato del suo lavoro,  che riesce a spiegare trucchi e consigli ed è sempre disposto a rispondere a dubbi o domande.
E’ stato davvero piacevole guardarlo lavorare e ascoltarlo mentre spiegandoci tutti i trucchi del mestiere, si fermava per raccontarci qualche aneddoto della sua vita.
Lui è così, coinvolgente e appassionato, è capace di farti brillare gli occhi parlando di acqua e farina, tenerti incollato allo schermo mentre lo guardi impastare o farcire le sue pizze.

Il primo giorno lo abbiamo dedicato all’impasto della pizza, abbiamo fatto un impasto da soli, sotto la sua supervisione, ne abbiamo cotto uno già pronto e abbiamo visto farcire tantissime pizze diverse (che poi abbiamo ovviamente assaggiato! E io ovviamente mi sono fatta riconoscere, pur di non saltare nemmeno un assaggio, ho ingoiato un trancio di pizza bollente, guadagnandomi la palma d’oro di palato d’amianto…).

Il secondo giorno è stato invece dedicato alle carni in crosta (polpettone, pollo e zuppa di maiale) e abbiamo lavorato e cotto il nostro impasto del giorno prima.

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I consigli di Gabriele Bonci:

- sempre meglio usare il lievito di birra secco, non è soggetto a sbalzi di temperatura e quindi è più stabile.
- se usate il lievito madre, deve essere un lievito molto forte, che rinfrescate anche due volte al giorno.
- Le teglie per la pizza devono essere antiaderenti, devono essere usate esclusivamente per la pizza e non andrebbero mai lavate.
o perlomeno andrebbero solamente pulite con un panno, o sciacquate con acqua, mai con il detersivo!
- La dose di impasto per ogni teglia si ricava moltiplicando ogni cm quadrato per 5 gr di impasto.

La ricetta di Gabriele Bonci:

  • 1 kg di farina tipo 0 oppure 1  (meglio se macinate a pietra naturale)
  • 800 gr di acqua
  • 20 gr di sale marino
  • 40 gr di olio extravergine di oliva
  • 7 gr di lievito di birra disidratato

Mettere in una ciotola la farina e il lievito e mescolare.
Aggiungere il 70% dell’acqua e mescolare.
Aggiungere il sale, il restante 10% di acqua e continuare a impastare.
Aggiungere l’olio, raccogliere l’impasto a palla e far riposare  per 15 minuti.
Riprendere l’impasto, infarinare il tavolo, rovesciare l’impasto e dare le pieghe (prendere l’estremità superiore dell’impasto e portarla al centro, fare la stessa cosa con l’estremità inferiore, girare l’impasto di 90° e ripetere un paio di volte.)
Raccogliere l’impasto a palla, porre in una ciotola unta di olio, coprire con pellicole e far riposare in frigo per 24 ore prima di utilizzarlo.

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Info e indirizzi utili:
Pizzarium
Via della Meloria 43, Roma (fermata Cipro)
06.3974 5416

Panificio Bonci
Via Trionfale 34-36, Roma
06.39734457

per informazioni sui prossimi corsi con Gabriele Bonci –> www.lasferadelbanqueting.com

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Il Farmer’s market a Roma

 

farmers market 940x626 Il Farmers market a Roma

Inauguro oggi una nuova sezione del blog, che va ad arricchire la rubrica ‘utility (dove già trovate trucchi e consigli legati al mondo della cucina)  e che consiste nel portarvi un pochino in giro per Roma con me.
Vorrei parlarvi infatti di tutti quei luoghi, siano essi mercati, negozi, ristoranti…che mi sono piaciuti e che sono secondo me degni di nota.
Una sorta di mia personalissima mappa golosa, se così vogliamo chiamarla.
Ovviamente, non essendo Roma la mia città, per me è ancora tutta da scoprire, per cui se voleste suggerirmi qualche indirizzo utile nei commenti, ne sarei davvero felicissima!

Per adesso comincio io :) e vi parlo del Farmer’s market di via San Teodoro, uno splendido mercato a due passi dal Circo Massimo, aperto tutti i week-end, dove potete trovare frutta e verdura fresche, ma anche pane, olio, marmellate, farine, carne, latte, uova….Insomma tutto quello che serve per una spesa settimanale.
Tutta la frutta e la verdura sono rigorosamente di stagione, arrivano dalle campagne laziali e dintorni, e vengono vendute direttamente dai produttori.
Potete quindi scambiare quattro chiacchiere con loro, chiedere informazioni sui prodotti o idee su come cucinarli.

limoni 940x626 Il Farmers market a Roma
Il Farmer’s market di San Teodoro  è gestito da Campagna Amica, e cosa vuol dire?
Riprendo  direttamente dal sito  http://mercatocircomassimo.wordpress.com/

Che cos’è un mercato Campagna Amica e cosa lo rende speciale?

- Innanzitutto è un mercato degli agricoltori, cioè un mercato in cui i produttori agricoli vendono direttamente ai consumatori i proprio prodotti.  I mercati degli agricoltori possono essere gestiti direttamente  da Comuni,  organizzazioni professionali agricole, associazioni,….generalmente si svolgono periodicamente (uno o più giorni a settimana o al mese).
I produttori agricoli che fanno capo a Coldiretti, e che aderiscono al programma Campagna Amica, hanno scelto di aderire a un regolamento disciplinare che prevede:
” che i produttori interessati ai mercati agricoli si associno per la realizzazione delle attività di vendita

-che la vendita avvenga con un preciso controllo dei prezzi praticati (meno 30% sui prezzi giornalieri rilevati dal sistema sms consumatori www.smsconsumatori.it

- che l’associazione per la gestione del mercato controlli i requisiti di ciascun produttore

Quando tutto questo viene applicato i produttori possono utilizzare l’insegna “Mercato di Campagna Amica” ed i consumatori possono trovare all’ingresso del mercato la tabella con i prezzi praticati.

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Avevo sentito più e più volte parlare di questo mercato, e appena ne ho avuto la possibilità sono andata a curiosare di persona.
Me lo aspettavo più grande, invece è piccolino, si gira tutto in poco tempo, ma vi consiglio di andare abbastanza presto perché di solito c’è parecchia fila (alcuni banchi addirittura permettono di ordinare telefonicamente la spesa il giorno prima e poi ritirarla solamente).

carote 2 940x1410 Il Farmers market a Roma
I prezzi sono effettivamente più convenienti rispetto al supermercato, in particolare quelli di frutta e verdura, io personalmente ho comprato 1 kg di mele fuji, un bel mazzo di carote fresche (con il ciuffo!!), un bel mazzo di cipolle fresche, della pancetta, dei limoni, una pianta di salvia, una di rosmarino e della rucola selvatica per 11euro, che non mi sembra affatto male.
E ovviamente è tutto molto più buono e fresco rispetto alle cose che trovo al super  qui di fronte…
Come prima visita è stata quindi super positiva, e ci tornerò molto spesso!

fiori 940x1409 Il Farmers market a Roma

 

qualche info utile:

Farmer’s market di via San Teodoro 74
aperto tutti i sabati dalle 09.00 alle 18.00  e le domeniche dalle 09.00 alle 16.00

Altri Farmer’s market nella Capitale:
- Via Pessina (Garnatella) aperto sabato dalle 09.00 alle 18.00 e domenica dalle 09.00 alle 16.00
- Via Marino Mazzacurati 75 (Corviale) aperto sabato dallo 09.00 alle 18.00 e domenica dalle 09.00 alle 16.00

Pagina dedicata ai Farmers Market nel sito del Comune di Roma —> qui

 

 

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