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269 posts by Cristina

smoothie barbabietola e banana

Lo smoothie barbabietola e banana è una delle mie combinazioni preferite dell’ultimo periodo, non vi mette subito di buon umore con questo colore brillante? :)
Dopo il green smoothie di qualche giorno fa, ecco  infatti una nuova ricetta… for girls only :)

Non so voi, ma io ultimamente farei smoothie con praticamente qualsiasi cosa, e a dire la verità è quello che faccio.
Sono buoni, sono un’alternativa sana per la colazione o la merenda e sono perfetti per il caldo torrido di questi giorni.
Le combinazioni poi sono infinite, potete utilizzare a piacere frutta e verdura di stagione, cacao, marmellata, miele, frutta secca.
Il mio ultimo esperimento è stato un golosissimo smoothie con avocado, banana, kale e cacao che vedrete presto su queste pagine, e che potete intanto trovare qui.

Smoothie barbabietola e banana 
(per 2 porzioni)
ingredienti
– 1  banana
– 1 barbabietola lessata e sbucciata
– 50 g di lamponi
– un pizzico di cannella
– 1 cm, di radice di zenzero grattugiata
– 1 bicchiere di latte
– 1 cucchiaio di yogurt
– frutta secca e cocco grattugiato per servire

Mettete nel frullatore la banana e la barbabietola tagliate a pezzi, aggiungete yogurt e latte e frullate.
Aggiungete ora i lamponi, la cannella e lo zenzero e frullate ancora fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Servite a piacere con cocco grattugiato e frutta secca.

porridge al cacao

Sembra ancora autunno, posso tranquillamente continuare con le colazioni autinnali e quindi oggi andiamo di porridge al cacao.
Ultimamente il porridge è una delle colazioni  che preferisco, perché mi sazia a lungo senza appesantirmi, e non mi annoia dato che si può realizzare in tantissime varianti.
Il porridge è semplicemente una sorta di ‘zuppa’ di fiocchi d’avena che vengono cotti nel latte e a cui viene aggiunta poi frutta fresca o secca, yogurt, miele o marmellata.
Qui trovate una versione ‘base’ con la frutta fresca ma le idee sono davvero infinite: yogurt, marmellata, cioccolato, frutta secca ecc.
Se siete intolleranti al lattosio, o se banalmente non avete latte in casa, potete anche cuocere l’avena nel latte, avrete una versione più leggera e digeribile, ma non meno gustosa.

Porridge al cacao
(per una persona)
Ingredienti:
– 2 cucchiai di fiocchi d’avena
– 1 bicchiere d’acqua (o latte)
– 2 cucchiaini di cacao amaro
– un pizzico di cannella
– zucchero o miele q.b
– cocco grattugiato q.b

Mettere in un pentolino i fiocchi d’avena, il cacao e la cannella.
Aggiungere l’acqua o il latte e mescolare bene.
Far cuocere a fiamma bassa mescolando continuamente per circa 5-7 minuti, o fino a raggiungere la densità desiderata.
Aggiungere zucchero o miele a piacere, decorare con cocco grattugiato e cacao amaro e servire.

porridge al cacao

tortino al cioccolato
Se la bella stagione tarda ad arrivare, non possiamo che farci coccolare dal comfort food per eccellenza, ovvero il cioccolato.

In queste giornate fresche e piovose infatti non c’è niente di meglio che un bel film, un po’ di relax e un bel dolce fatto in casa, morbido e dall’intenso sapore di cioccolato.
Io ho deciso di preparare un dessert golosissimo, prendendo spunto da questo tortino al cioccolato, il classico tortino dal cuore morbido, che conquista cucchiaio dopo cucchiaio.
Crosticina croccante e ripieno fondente sono il giusto mix per un dopo cena ad alto tasso di felicità.

La preparazione è molto semplice, e il risultato assicurato.
Se volete potete accompagnarlo con una pallina di gelato alla vaniglia o con qualche cucchiaio di panna montata, ma anche mangiato ‘al naturale’ è assolutamente buonissimo.

Tortino al cioccolato
Per 6 tortini

Ingredienti
20 g di Farina 00
10 g di cacao amaro
90 g di zucchero
2 uova
90 g di Burro
150 g di cioccolato fondente

Procedimento
Sciogliete a bagnomaria burro e cioccolato e tenete da parte.
In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungete burro e cioccolato, precedentemente raffredddati, e amalgamate bene.
Aggiungete ora la farina, il cacao e il sale, setacciati, e mescolate fino al completo assorbimento.
Imburrate e infarinate 5 stampini e riempiteli con il composto.
Cuocete in forno caldo a 180° per 10-12 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare un paio di minuti.
Capovolgete i tortini su di un piatto da portata e servite a piacere spolverizzando con zucchero a velo o cacao.

green smoothie

Sono passati esattamente sei mesi dall’ultima volta che ho scritto qui.
Sei.
Mesi.
Che sono un tempo lunghissimo per me che ero abituata a tornare spesso su queste pagine, ma forse non lo sono poi così tanto.
Cosa ho fatto in questi mesi? Mh vediamo…
Sono stati sei mesi in cui non ho cucinato granché, in cui ho cercato di staccare la spina (spoiler: non ci sono riuscita) e ho provato a prendermi un po’ di tempo per me, per fare le cose con calma.
L’obiettivo era provare a fare solo ciò che mi piace fare, e  quando mi va di farlo.
Ci sto riuscendo? A volte.
Dopo una serie di cambiamenti radicali, sto cercando il mio posto, e per tanto tempo non mi sono sentita a casa nemmeno qui.
Ora però è giunto il momento di tornare, piano piano, con nuove ricette e una nuova consapevolezza.
E per iniziare ho scelto una qualcosa che in questo momento mi assomiglia, qualcosa di sano, facile e veloce, che e che mi accompagna spesso nelle mie pause: uno smoothie.
Verde come gli spinacini freschi, ricchi di vitamine e minerali, dissetante come l’acqua di cocco e buono, buonissimo.

Green smoothie

Ingredienti
per 2 porzioni
100 g di spinacini freschi
1 banana
1 bicchiere di acqua di cocco
1 yogurt bianco
2 cucchiai di purea di mela
la buccia grattugiata di mezzo limone
1 cm di radice di zenzero fresco, grattugiata
1 cucchiaino di cannella

Procedimento
Lavate gli spinacini sotto l’acqua corrente e tamponateli accuratamente.
Mettete nel mixer spinacini, yogurt, acqua di cocco, banana a rondelle, purea di mela e frullate fino ad ottenere un composto liscio.
Aggiungete la cannella, lo zenzero e la buccia di limone grattugiati e frullate ancora.
Servite, aggiungendo a piacere qualche cubetto di ghiaccio.

pandoro french toast

Si va bene, è lunedì.
Le mie ferie però per fortuna non sono ancora finite quindi io non me la sento di iniziare la dieta.
E per questo questa mattina ho deciso di prepararmi un pandoro french toast.
È semplice, è buonissimo, non è leggero ma si sa, non possiamo averle proprio tutte :)
E poi è un’idea carina per dare nuova vita a quei tristi avanzi di pandoro o panettone delle feste, ma se non li avete o volete preparare una versione leggermente più light, andrà bene anche del classico pane in cassetta.

Pandoro french toast
Ingredienti:

  • 2 fette di pandoro
  • un uovo
  • 50 ml di latte
  • una noce di burro
  • zucchero a velo

Procedimento:
Tagliate il pandoro e tenete da parte.
In una ciotola sbattete il latte e l’uovo e passateci le fette di pandoro da entrambi i lati.
Fate scaldare in una padella una noce di burro, mettete le fette di pandoro e fatele dorare per circa 2 minuti per lato.
Adagiatele su di un piatto rivestito di carta assorbente e fate raffreddare.
Cospargete di zucchero a velo e servite.

28 dicembre, 2015

New York City

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new york
Cosa fare se hai una settimana da passare a New York City? Tutto.
Ma se non avete tempo per fare tutto, ecco qualche consiglio per non perdervi niente di questa meravigliosa città.

COSA VEDERE:
1. Se è la vostra prima volta a New York e volete vedere anche le cose più turistiche la prima cosa che vi consiglio di fare è acquistare  il New York City Pass e un abbonamento settimanale per la metro.
Il New York City Pass costa 114 dollari e comprende l’ingresso a diverse attrazioni, tra cui:
– Rockfeller Center + Top of the Rock
– Moma – Museum of Modern Art
– Met – Metropolitan Museum of Art
– 9/11 Memorial
– Statue of liberty + Ellis Island
– Empire State Building

È possibile acquistarlo online o in una qualsiasi delle attrazioni previste e permette di risparmiare all’incirca 80$ sul costo delle singole attrazioni.
In più per ogni attrazione sono previste delle file agevolate per i possessori del City Pass quindi vi farà anche risparmiare notevole tempo.

COME MUOVERSI:
L’abbonamento settimanale alla metro (Unlimited Ride Metrocard:) costa 31 dollari  e vi consentirà di  utilizzare la metropolitana o gli autobus in maniera illimitata per 7 giorni.
questo link potete  consultare la mappa della metropolitana di New York.
In più in metropolitana, in quasi tutte le stazioni, è possibile collegarsi gratuitamente al wifi della città.
NB: attenzione che le metropolitane durante il weekend cambiano orari e percorsi, controllate sempre ad ogni fermata!

Io vi consiglio anche di girare tanto a piedi, New York è talmente bella e talmente piena di cose da vedere in ogni angolo che se avete tempo a disposizione (e voglia di camminare) potete tranquillamente girare anche senza una meta precisa e troverete qualcosa di interessante ad ogni angolo.
E dopo le prime informazioni utili, vediamo nel dettaglio tutte le attrazioni e qualche piccolo extra :)

Rockefeller Center:
Il Rockfeller Center è un complesso di 19 edifici commerciali e si trova a Manhattan, sulla celebre Fifth Avenue.
Prende il suo nome dalla famiglia Rockfeller,  da cui è stato costruito, ed è uno degli edifici più grandi al mondo nel suo genere.

rockfeller center

All’interno del Rockfeller Center oltre a numerosi uffici, sono presenti moltissimi ristoranti, studi televisivi e radiofonici, negozi e anche un museo.

rockfeller center

Ma ciò che vale assolutamente la visita è  il Top of the Rock, uno degli osservatori più famosi della città insieme all’Empire State Building.
Terminato nel 1933, è stato sede della Radio Corporation of America e oggi è sede della Nbc.
Da questo punto è possibile ammirare tutta la bellezza della città da ben 3 posizioni diverse: dal 67esimo, dal 69esimo, dal 70esimo piano.

orari di apertura: tutti i giorni, dalle 8.30 a mezzanotte.
www.topoftherocknyc.com

top of the rocks

 

Moma – Museum of Modern Art
Il Museum of Modern Art (conosciuto anche con l’acronimo MoMA) si trova a Midtown Manhattan, sulla 53ª strada, tra la Quinta e la Sesta Avenue.

moma museum

La Collezione del museo propone un’eccezionale visione dell’arte moderna e contemporanea mondiale, ospita progetti d’architettura e oggetti di design, disegni, dipinti, sculture, fotografie e molto altro ancora.
Considerata da molti la miglior collezione di capolavori di arte moderna del mondo, al Moma è possibile vedere più di 150.000 opere.
Tra le più celebri ci sono i lavori di Chagall, Dalì, Monet, Picasso, Van Gogh, Kandinsky, Picasso e molti altri.

Orari di apertura:
dal sabato al giovedì dalle 10:30 alle 17:30; il venerdì dalle 10:30 alle 20:00.
www.moma.org

Central Park:
Central Park
è il più grande parco nel distretto di Manhattan.
Si trova nella Uptown, al centro tra l’Upper West Side e l’Upper East Side.
Aperto nel 1856, si estende per 351 ettari e presenta al suo interno laghi artificiali, sentieri, piste di pattinaggio, parchi giochi e aree dove fermarsi per un po’ di ristoro.

central park

E’ ideale per qualche passeggiata e da qui è poi facile raggiungere l’American Museum of National History e il Metropolitan Museum of Art.
La cosa curiosa di Central Park è che ogni panchina presente nel parco ha una targhetta con una dedica: messaggi di auguri, proposte di matrimonio, attestati di stima o semplici ricordi legati a personaggi importanti e non, io mi divertivo tantissimo a scovare i più strani.
Se però non avete occasione di andare a Central Park, seguite l’account instagram @centralparkbenches che raccoglie le foto di tutte le targhette <3
orari di apertura:
tutti i giorni dalle 06 di mattina all’una di notte.
www.centralparknyc.org

central park

Metropolitan Museum of Art:
Il Metropolitan Museum of Art è uno dei musei principali a livello mondiale.
Si trova sul lato destro di Central Park lungo la Museum Mile.
La Collezione permanente del Met contiene più di due milioni di opere d’arte e infatti vi consiglio di cominciare la vostra visita non appena apre il Museo, anche perchè l’orario di chiusura è abbastanza presto, verso le 17.
All’interno del Museo sono esposte opere dell’antichità classica e dell’antico Egitto, dipinti e sculture di quasi tutti i più grandi maestri Europei, e una vasta collezione di arte statunitense e moderna.
Il museo ospita anche delle collezioni enciclopediche di strumenti musicali, abiti e accessori d’epoca e armi ed armature antiche provenienti da tutto il mondo.

Nelle gallerie del museo sono sempre esposti importanti ricostruzioni d’interni, che spaziano dalla Roma del I secolo al moderno design statunitense.

orari di apertura:
tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30.

Statue of Liberty:
La Statua della libertà è il monumento simbolo di New York e degli Stati Uniti in generale.
Si trova a Liberty Island, all’entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan.
Lo scheletro metallico è di Gustave Eiffel, l’autore della omonima torre mentre la parte scultorea è opera di Frederic Auguste Bartholdi.
Con i suoi 93 metri di altezza è visibile addirittura a 40 km di distanza, è la 27esima statua più alta del mondo e la statua più alta degli Stati Uniti.
Per raggiungerla vi basterà recarvi a Battery Park e da lì prendere il battello, che vi porterà anche a Liberty Island.
I battelli partono ogni 30-45 minuti a partire dalle 8.30 di mattina.
statue of liberty

Appena arrivate potete ritirare le audioguide, disponibili in tutte le lingue, per scoprire qualcosa in più su questo famoso monumento.
Ad esempio, lo sapevate che un’unghia della Statua è grande quanto un nostro avambraccio?? si avete capito bene, quanto un avambraccio.

Ellis Island
Ellis Island è un piccolo isolotto che si trova nella baia dell’Hudson, non distante da Liberty Island.
E’ un antico arsenale militare ed è conosciuto per essere stato il primo ingresso di tutti gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti.
Tutte le persone che volevano entrare in America infatti dovevano passare da qui ed esibire i propri documenti di viaggio, i Medici del Servizio di Immigrazione segnavano poi con un segno di gesso dietro la schiena le persone che secondo loro avevano bisogno di essere sottoposte a ulteriori esami, ad esempio di salute o test psicologici e di intelligenza.
Superati gli esami si accedeva alla Sala dei Registri in cui gli ispettori registravano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, professione e precedenti penali.
Solo alla fine veniva rilasciato il permesso di sbarcare e venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan.

ellis island

Per i ritenuti non idonei, era previsto invece l’immediato reimbarco sulla stessa nave che li aveva portati negli Stati Uniti, la quale, in base alla legislazione  americana, aveva l’obbligo di riportarli al porto di provenienza.

Per raggiungere Ellis Island, se avete fatto il City Pass,il biglietto è compreso nella visita alla Statua della Libertà.
Una volta visitata anche Ellis Island, poi  riprendete il battello e tornate a Battery Park.
Da lì potete raggiungere facilmente Wall Street, cuore finanziario della città.
Il suo nome è dato dal muro eretto dagli olandesi nel 1653 per proteggere la zona dai nativi americani e dagli animali, smantellato in seguito dagli inglesi.
wall street

Situata nel quartiere di Manhattan, Wall Street ospita la prima sede permanente della Borsa di New York.
Nel cuore del distretto si trova la Federal Hall, dove George Washington fu inaugurato quale primo Presidente degli Stati Uniti nel 1789.

wall street
9/11 Memorial & Museum
Il 9/11 Memorial & Museum si trovano presso il New World Trade Center, dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle distrutte durante gli attentati dell’11 settembre 2001 e nascono per  onorare le vittime della tragedia dell’11 Settembre.
Da fuori è possibile vedere i nomi di tutte le 2.983 vittime  iscritti su 76 placche di bronzo attaccati che formano i bordi delle piscine del Memorial.
I nomi sono stati disposti secondo un processo e un algoritmo creati per formare una relazione tra di loro.
I nomi delle vittime che si trovavano nella Torre Nord (WTC 1), dei passeggeri e dell’equipaggio del volo American Airlines 11 (che ha colpito la Torre Nord) si trovano attorno al perimetro della North Pool.
I nomi delle vittime che si trovavano nella Torre Sud (WTC 2), dei passeggeri e dell’equipaggio del volo United Airlines 175 (che ha colpito la Torre Sud) si trovano attorno al perimetro della South Pool.
Questo è ciò che vedrete all’esterno, mentre all’interno è stato creato un vero e proprio Museo, composto da un’ area di 10.000 metri quadrati di spazio espositivo,  in cui viene raccontata la storia dell’11 Settembre attraverso grandi schermi multimediali, archivi, reperti autentici rinvenuti sul luogo dell’attentato e appartenuti alle vittime di questa tragedia.

orari di apertura Memorial:
da lunedì a domenica dalle 7.30 alle 21
www.911memorial.org
orari di apertura Museo:
dalla domenica al giovedì dalle 9 alle 20; venerdì e sabato dalle 9 alle 21

Empire State Building

empire state building

L’Empire è un grattacielo in stile art déco  e si trova a Midtown, all’angolo tra la Fifth Avenue e la West 34th Street.
Alto 443 metri è uno dei simboli della città.
All’interno ospita  esclusivamente locali commerciali di uffici, tra cui  studi televisivi e radiofonici di emittenti private, una filiale della Bank of America, alcuni negozi, un supermercato e  ristoranti e caffetterie.
da qui il percorso prosegue con la visita alla mostra permanente che riporta cenni storici e immagini della costruzione dell’edificio.

L’Empire State Building offre una delle più celebri piattaforme di osservazione, nonché la prima della città per altezza e anzianità, essendo stato l’edificio il più alto del mondo fino al 1967.
Dalla terrazza dell’ottantaseiesimo piano del grattacielo è possibile osservare un vasto panorama a 360 gradi sulla città e, in giornate particolarmente limpide, è possibile vedere i territori dei quattro stati confinanti: Massachusetts, Connecticut, New Jersey e Pennsylvania.
Dal 2005 è nuovamente accessibile anche il secondo osservatorio del centoduesimo piano,  completamente chiuso da vetrate  è raggiungibile con un ascensore che parte dall’ottantaseiesimo piano.
Potete anche visitarlo dopo aver fatto un aperitivo sulla terrazza del 230 (vedi sotto), la vista di notte è ancora più suggestiva.

—————–
Qui finiscono le attrazioni che io ho visitato grazie al City Pass, ma ho ancora un paio di consigli:

230 Fifth Avenue:
Una delle terrazze più belle, e probabilmente più famose dove fare l’aperitivo.
Qui potrete sorseggiare un drink e mangiare qualcosa mentre vi godete il panorama della Fifth Avenue dal 20esimo piano, con le luci dell’Empire State Building esattamente di fronte a voi.
Io ho provato un Mojito ai lamponi, dei bocconcini di pollo con senape al miele e delle patatine fritte tagliate a mano, tutto molto molto buono.
Vi consiglio l’orario aperitivo perché poi sul tardi il locale si trasforma quasi in una discoteca all’aperto, e essendo sempre molto frequentato diventa tutto più confusionario.
orari di apertura:
dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 04 di mattina.
sabato e domenica dalle 10 alle 04 di mattina
www.230-fifth.com/

Chelsea Market:
Sicuramente uno dei miei posti preferiti (strano:) e assolutamente una tappa obbligata se siete foodie o se avete voglia di fare un po’ di shopping, gastronomico e non.
Il Chelsea Market si trova nel cuore del Meatpacking District, quartiere che fino a pochi anni fa era unicamente dedicato ai macellai (da qui il suo nome) e che ora si è trasformato in una delle zone più ‘cool’ tra ristoranti e locali alla moda.
L’edificio nel quale si trova il mercato è stata la casa natale di una delle più grandi e famose fabbriche di biscotti e di tutti i tempi: la National Biscuit Company, celebre per i biscotti Oreo.
Praticamente si tratta di un gigantesco mercato coperto dove poter fare shopping culinario e non (piccoli supermercati, botteghe, negozi di accessori per la casa e per la persona, gelaterie, pizzerie, sandwich shop e molto altro ancora, insomma avrete davvero l’imbarazzo della scelta.

Io ho pranzato da Num Pang  e ho provato un Roasted Chicken Bowl con riso Jasmine, pollo, verdure grigliate, chili e salsa yogurt…era davvero buonissimo.
Qui trovate il menu completo.
orari di apertura:
dal lunedì al sabato dalle 7 alle 21.
domenica dalle 8 alle 2o.
www.chelseamarket.com/

High Line
Dopo aver fatto un bel giro al Chelsea Market e aver assaggiato qualche specialità, vi consiglio di rilassarvi con una passeggiata sulla High Line, sempre nel cuore del Meatpacking District.
Per l’esattezza  si trova in West Side Manhattan, tra Gansevoort Street (Meatpacking District) e West 34th Street all’altezza della 10th e dell’12nd Avenue.

high line

La High Line è l’unico parco sopraelevato della città, ricavato da una linea ferroviaria.
Se volete sapere qualcosa in più sulla storia della High Line guardate qui.
Il parco è completamente gratuito e aperto tutti i giorni, piacevole per fare quattro passi e o riposarsi sulle panchine, ma anche per mangiare un piccolo snack, troverete infatti tanti truck con specialità da mangiare e bere.

high line

orari di apetura:
tutti i giorni, dalle 7 alle 19 d’inverno e fino alle 23 d’estate.
www.thehighline.org/

Brooklyn Bridge:
Il Brooklyn Bridge non ha bisogno di molte spiegazioni.
Completato nel 1883, dopo 13 anni di lavoro, è il primo ponte costruito in acciaio  e per molto tempo è stato il ponte sospeso più grande al mondo.
Lungo quasi 2 km, collega l’isola di Manhattan e il quartiere Brooklyn, attraversando il fiume East River.

ponte di brooklyn

È possibile visitarlo per tutta la sua lunghezza a piedi, grazie alla passerella di legno che passa sopra le corsie riservate alle automobili.
Fate in questo caso però molta attenzione perchè la passerella di destra è riservata ai pedoni, mentre quella di sinistra alle biciclette e vi assicuro che non vanno piano :)
È consigliato da visitare al tramonto per la vista molto suggestiva sulla città e sui grattacieli.

E questo è tutto, per una prima visita della città mi sembra un buon compromesso.
Io ho già voglia di tornare, per cui se avete consigli e suggerimenti sono ben accetti!
Ps: grazie alle mie splendide compagne di viaggio Valentina e Martina <3 e grazie a Laura, Roberto e Debora per i preziosi consigli.

pane senza impasto

Come è possibile che da una ricetta di pane senza impasto venga fuori questa cosa qui che è molto simile alla mia idea di felicità?
È possibile, fidatevi.
Intanto qui è di nuovo lunedì,  è passata qualche settimana senza che io abbia scritto un nuovo post, ma questa volta ho un buon motivo.
O meglio, anche se non mi vedete attiva, in realtà sto lavorando lo stesso, ma dietro le quinte :)
Presto ci saranno infatti tante novità: nuove rubriche, una nuova veste grafica e….non voglio svelarvi troppo!
Tutto questo però richiede tanto tempo e impegno, e io essendo super impegnata anche su altri fronti non sempre riesco a fare tutto ciò che vorrei.
–> Ciao, questo è per tutti quelli che mi chiedono “ma come fai a fare tutto?” Amici, non ce la faccio. Ecco come. :))
E quindi questo è anche per chiedervi un po’ scusa, se non sono sempre presente, se non mi ricordo tutte le cose che mi dite, se non riesco a venire a tutte le feste a cui mi invitate, se non riesco a rispondere a tutte le vostre mail, se non sono aggiornata su tutte le cose che condividete…
Se, se e se.
Per vari motivi ho deciso e ho dovuto staccare un po’ la spina e il cervello, scollegarmi dalla rete e ricollegarmi alla realtà, ma torno presto e intanto vi tengo d’occhio :)

Bene, dopo tutto questo direi che è arrivato il momento di parlare della ricetta di oggi.
Sapete bene quanto io ami impastare, e ultimamente mi sono fissata con le ricette senza impasto (come questa qui)
Rimangono i tempi lunghi di lievitazione in frigo, che permettono all’impasto di essere più digeribile, ma il lavoro è ridotto e il risultato è un pane fragrante e buonissimo, con l’interno morbido e la crosticina scrocchiarella, proprio come appena uscito dal forno del panettiere.
Insomma, procuratevi una pentola che vada in forno e iniziate a impastare.

Pane senza impasto

Ingredienti:

  • 600 g di farina 00
  • 400 ml di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 10 g di sale
  • 5 g di lievito di birra disidratato
  • 50 g di semi misti e frutta secca a piacere (semi di zucca, semi di sesamo, semi di papavero,mirtilli rossi, noci e nocciole)

Procedimento
In un contenitore capiente mescolate la farina, il lievito e il sale.
Unite l’acqua e l’olio e mescolate con un cucchiaio fino al completo assorbimento dei liquidi.
Coprite
Trascorso questo tempo, infarinate abbondantemente il piano di lavoro e versateci l’impasto avendo cura di non sgonfiarlo troppo.
Infarinatevi le mani e schiacciate l’impasto a formare un rettangolo, e iniziate a fare le pieghe: tirate e piegate il lato destro del rettangolo verso il centro, per poi sovrapporgli il lato sinistro.
Ruotate ora l’impasto di 90° e ripetete le pieghe.
Capovolgete l’impasto in modo che le pieghe stiano sotto e adagiate la pagnotta in uno strofinaccio bene infarinato.
Infarinate anche la superficie della pagnotta e chiudete lo strofinaccio ripiegando tutti i lembi verso il centro.
Lasciate riposare per circa 30 minuti.
Accendete il forno al massimo (250°) mettendo al suo interno una pentola con il suo coperchio.
Quando il forno sarà arrivato a temperatura, togliete il coperchio alla pentola, aprite i lembi dello strofinaccio e adagiate la pagnotta all’intetno..
Richiudete con il coperchio e lasciate cuocere per 25 minuti.
Togliete il coperchio e continuate la cottura per altri 10-15 minuti.

plumcake panna e cioccolato

Con questo plumcake panna e cioccolato ho definitivamente fatto pace con i plumcake.
Li ho snobbati per tantissimo tempo, poi ho iniziato a prepararne qualcuno ogni tanto ma con poca soddisfazione e adesso invece posso dire finalmente di averli eletti a – non dico il mio dolce preferito perchè quel posto è solo SUO – ma sicuramente a una preparazione che mi piace fare e mangiare.

La cosa che mi piace, oltre al fatto che si possono fare davvero in mille modi, è che non sono troppo piccoli da finire subito, nè troppo grandi per essere mangiati da una persona sola.
Li prepari la domenica e voilà hai la colazione per tutta la settimana.
Io a volte li faccio, li taglio a fette e li congelo che non si sa mai possono sempre capitare momenti di sconforto :)
Insomma, tutto questo per dire che probabilmente d’ora in poi vedrete parecchi plumcake fare capolino su queste pagine.
Ps avete una ricetta da consigliarmi?

Per la ricetta ho preso ispirazione da questa qui, che ho però rielaborato nelle dosi e negli ingredienti.

Plumcake panna e cioccolato
ingredienti:

– 320 g di farina*
– 3 uova
– 150 g di zucchero
– la buccia grattugiata di un’arancia non trattata
– 250 ml di panna fresca
– 70 ml di latte
– 50 g di cioccolato fondente
– una bustina di lievito per dolci

Procedimento
Per prima cosa montate le uova con lo zucchero e la buccia d’arancia, fino a che diventino bianche e spumose.
In una ciotola setacciate la farina insieme al lievito.
Aggiungete la panna e il latte al composto di uova e mescolate bene.
Aggiungete ora poco alla volta la farina setacciata insieme al lievito  e mescolate con una spatola, dal basso verso l’alto fino a terminare tutta la farina.
Tagliate grossolanamente il cioccolato fondente e aggiungetelo al composto.
Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake, versate il composto all’interno e cuocete in forno caldo a 180° per 45 minuti circa.

Note:
* io ho usato una farina multicereali con segale, riso, orzo e avena.
Essendo più rustica ha dato contribuito a dare maggiore sapore e un colorito leggermente ambrato al plumcake.
Voi potete usare la farina che più vi piace, una 00 andrà benissimo.
Potrebbe cambiare però il grado di assorbenza dei liquidi, vi consiglio di aggiungerli poco alla volta all’impasto e regolarvi di conseguenza.

torta di mele

Sì.
L’ennesima torta di mele sul blog.
Torno dopo un mese con un nuovo post, come se non sapessi di averne in bozze almeno altri 4.
C’è il post su New York che aspetta da fine agosto (!), poi c’è quella ricetta buonissima, quella nuova rubrica e insomma tutta una serie di cose che dovrei fare.
Ma come si dice in questi casi?  La verità è che il tempo è sempre poco e a volte non mi va.
Perché non scrivo più? Perché quando sono felice esco (cit).
(E quando sono triste piango.)
Per il resto del tempo lavoro.

E qui intanto ridendo e scherzando  siamo arrivati a ottobre, abbiamo tirato fuori maglioni e collant, iniziano a fare capolino in cucina zucca e castagne, funghi e patate, zuppe a tutte le ore e litri di tisana limone&zenzero.
Però la domenica ci vuole il dolce.
E in autunno secondo me non c’ è nessun altro dolce oltre la torta di mele.
Questa versione è profumatissima grazie a limone e cannella e ancora più golosa grazie alla frutta secca.
Poi è sofficissima perché c’è lo yogurt e le mele sono grattugiate, si mischiano perfettamente all’impasto e lo rendono ancora più morbido.

Torta di mele e yogurt:
Ingredienti

  • 300 g di farina 00
  • 125 g di yogurt al limone
  • 3 uova
  • 150 g di zucchero
  • 100 ml di olio di semi
  • 2 mele golden
  • la buccia grattugiata di un limone
  • 100 g di frutta secca mista (mandorle, noci, nocciole, uvetta)
  • una bustina di lievito per dolci

Per prima cosa sbattete le uova con lo zucchero e la buccia di limone fino a farle diventare bianche e spumose.
Aggiungete lo yogurt e l’olio e mescolate bene.
Aggiungete la farina setacciata insieme al lievito.
Lavate le mele e tagliatele a spicchi.
Sbucciatele e grattugiatele con una grattugia a fori larghi.
Aggiungetele all’impasto.
Tagliate grossolanamente la frutta secca e aggiungetela all’impasto.
Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella.
Adagiatevi il composto all’interno e cuocete in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.
Fate raffreddare, guarnite con zucchero a velo e servite.

Se poi avete voglia di sperimentare altre ricette di torte di mele, date un’occhiata qui sotto:
Torta di mele e cocco
Torta di mele e noci pecan
Torta di mele e grano saraceno
Crumb cake alle mele, mandorle e  uvetta 
Plumcake integrale alle mele
Torta di mele al farro
Treccia alle mele, uvetta e cannella
Torta di mele e mandorle
Crostata di mele e noci

insalata si spinacini

Inizia la fashion week e iniziano le insalate…un caso? Non credo. Oggi ci prepariamo un’insalata di spinacini con mirtilli feta e mandorle, perché  si ok siamo a dieta (chi??) e dobbiamo stare leggeri, ma cerchiamo di mangiare qualcosa che sia anche buono.

A me poi piace tantissimo mettere nelle insalate la frutta, sia fresca che secca: dai mirtilli alle mele, dalle noci alle mandorle… secondo me danno quel tocco in più che può rendere anche un triste piatto di insalata qualcosa di goloso e sempre diverso.
Questa ricetta poi può essere anche un’alternativa sana per un pranzo in ufficio, si prepara in pochissimo tempo e se accompagnata da una piccola porzione d carboidrati è un pasto sano e bilanciato.
Se non avete gli spinacini potete prepararla tranquillamente con la varietà di insalata che avete in casa o che preferite.

Insalata di spinacini
Ingredienti
x 4 persone
200 g di spinacini
100 g di feta
125 g di mirtilli
40 g di mandorle intere con la buccia
olio extravergine di oliva, sale, aceto balsamico
qualche fogliolina di menta
la buccia grattugiata di mezzo limone

Procedimento
Lavate i mirtilli e teneteli da parte.
Tagliate la feta a dadini e tenete da parte.
Tagliate grossolanamente le mandorle e tenete da parte.
Lavate accuratamente gli spinacini sotto acqua corrente, tamponateli e metteteli in una ciotola.
Aggiungete i mirtilli, i dadini di feta e le mandorle.
Condite con olio, sale e aceto balsamico.
Aggiungete qualche fogliolina di menta e una grattata di buccia di limone e servite.

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